Una serata come un’altra. Sono a cena con un tipo che si presenta vestito di tutto punto, elegante ma con moderazione, piacevole. Non siamo entrati nell’argomento uomini, non ancora, lui comunque non farà parte della schiera di coloro che ho amato, non dopo questa sera. Mi porta a cena in un posto esclusivo. Chef newyorkese, locale chic, a lume di candela. I menu sono di carta e accade l’irreparabile: il suo finisce sulla fiamma e prende fuoco. Lui si agita ma ancora mantiene il controllo e con un sorriso superbo dice al cameriere “mettetelo pure sul mio conto”. Evidentemente gli è sfuggito il percorso del fuoco, che dal menu se ne è andato al tendaggio rosso, pesante, studiato come la scenografia di uno spettacolo teatrale. L’intera sala entra nel panico. È in queste occasioni che ci si accorge che la classe non conta niente. Classe di appartenenza, classe sociale, classe come eleganza e modi di fare. Il panico è un’esplosione che porta all’aria tutte le coordinate. Resto seduta, non perché sia più elegante degli altri, ma perché mi sto interrogando: perché proprio a me? Perché proprio questa sera? Poi passo a questioni più urgenti: sarebbe diventato l’uomo della mia vita se un incendio non fosse divampato sul nostro primo appuntamento? Diventerà l’uomo della mia vita proprio per questo? Lo salverò dal fuoco e lui me ne sarà per sempre grato? Alla fine torno a casa con una sola risposta: non andrò mai più a cena a lume di candela. Le esperienze riducono drasticamente il ventaglio delle possibilità.
Quando mio padre, per consolarmi, mi ha detto che se non mi ero ancora sposata era solo perché non avevo incontrato l’uomo giusto, gli ho risposto che tutti i miei uomini erano stati giusti, tanti e giusti. Lui è sbiancato e io sono rimasta nel silenzio dell’imbarazzo. Ma non è di uomini che volevo parlare. Incendi imprevisti, provocazioni. Il caso e i miei eccessi. Non riuscirò mai a stare in quella meravigliosa via di mezzo in cui non accade l’irreparabile. È come se fossi nata con un cromosoma in meno.
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ma dove sei tuli p.?
non è che ieri sera sei uscita con attilio fontana?… stronza!